La penale, come evitarla o affrontarla grazie ai tuoi supereroi
Qualche tempo fa, Striscia la notizia ha dato voce a una delle milioni di famiglie che combattono ogni giorno contro il sistema telefonia.
Ho deciso di condividere con te questo servizio perché, anche se non hai ancora avuto questo tipo di problema, potrebbe tornarti molto utile in futuro.
Tra qualche riga scoprirai il Metodo che ti terrà lontano dal problema penali per sempre.
L’articolo che stai per leggere ti metterà a disposizione armi e mezzi per contrastare i colossi della telefonia, acquisendo per la prima volta il pieno controllo della tua utenza.

Ti basterà leggere questo articolo per acquisire la padronanza necessaria per affrontare quelle che sono le complicazioni che nascono quando si decide di disdire un abbonamento o si vuole cambiare gestore.
Quello delle cosiddette penali è un problema che affligge la maggior parte degli utenti, se non tutti, che decidono di chiudere un contratto per la linea telefonica. Sia che decidano di chiudere definitivamente l’utenza o semplicemente di cambiare gestore.
La penale oggi è strutturata in questo modo:
- costo di disattivazione
- contributo per recesso anticipato (lo trovi anche sotto voci come “importo per dismissione”, “costo per attività di migrazione”, “costo disattivazione linea”, “contributo disattivazione”, “corrispettivo recesso anticipato”)
- saldo della rateizzazione relativa al modem o al contributo di attivazione (imposti dal gestore in fase di attivazione).
Ad oggi i costi per la cessazione anticipata prima dei 24 mesi sono in media di € 83,00+IVA, sia per le linee mobili che fisse e sia per gli utenti privati che business.
COS’È REALMENTE LA PENALE
Dal 2007, grazie al Decreto Bersani e la legge 2 aprile 2007, ogni utente può scegliere di recedere dal contratto in qualsiasi momento (prima della scadenza del contratto) e senza spese non giustificate da costi dell’operatore. Gli operatori, inoltre, non possono chiedere più di 30 giorni di preavviso dalla disdetta. Quindi, grazie a questa legge Bersani sulla telefonia (contratti stipulati con operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazione elettronica) gli utenti non devono più pagare alcuna penale, ma soltanto i “costi di gestione dell’operatore”, che sono le effettive spese che il gestore affronta per la disattivazione del servizio o per il trasferimento di utenza.
Inoltre la compagnia ha l’obbligo di continuare a rateizzare, anche dopo l’uscita dell’utente, i costi di prodotti o servizi che spalmano nel canone (modem, cellulare, attivazione, intervento iniziale del tecnico…). E le rate non possono comunque andare oltre i 24 mesi.
Un’altra legge che tutela il consumatore è il “diritto di recesso e ripensamento”, entrata in vigore il 13 giugno 2014 grazie alle modifiche apportate alla direttiva europea sui diritti dei consumatori.
Grazie ad essa il consumatore dispone di 14 giorni per recedere da un contratto a distanza o negoziato fuori dai locali commerciali, senza dover fornire alcuna spiegazione e senza dover pagare alcuna penale. Nel caso di disdetta il venditore dovrà rimborsare tutti i pagamenti (anche eventuali spese di consegna ordinarie) entro 14 giorni dopo essere stato informato dalla rescissione del contratto.
Perché, allora, si continua a parlare di penali?
Te lo spiego subito. Alle penali per recesso anticipato è stato cambiato nome dalle compagnie telefoniche, che sono così riuscite a “salvare” tale preziosa voce di bilancio.
Ecco il trucco: La legge Bersani è stata puntualmente aggirata dalle compagnie telefoniche che hanno cominciato a imporre i cosiddetti “contributi di disattivazione”.
Ebbene si, le compagnie telefoniche per non perdere profitti e sfruttando le linee guida rese pubbliche nel 2008 dall’Agcom (Gli unici importi ammessi in caso di recesso sono quelli giustificati dai costi degli operatori), hanno cominciato a imporre i cosiddetti “contributi di disattivazione” usando semplicemente la parola “costi” invece che “penali”.
Ogni operatore ha utilizzato un po’ di fantasia, “importo per dismissione”, “costo per attività di migrazione”, “costo disattivazione linea”, “contributo disattivazione”, “corrispettivo recesso anticipato”.
La differenza sembra sottile, eppure, ha ottenuto l’approvazione del Consiglio di Stato (sentenza n° 1442/2010).
Un evidente ostacolo per tutti i consumatori che da anni stanno vivendo la più forte liberalizzazione del mercato italiano con una grande contrapposizione: da un lato le compagnie telefoniche moltiplicano le offerte per accaparrarsi la clientela altrui, dall’altro lato introducono sempre nuovi vincoli all’evidente scopo di renderne più difficile, o per rallentare, lo spostamento dei clienti verso altri operatori.
L’ultima affermazione è un affermazione diplomatica, non posso raccontare la verità nuda e cruda altrimenti mi querelano.
In difesa dei consumatori è entrato in vigore il testo del cosiddetto Decreto Concorrenza (legge sulla concorrenza n. 124/2017) che introduce molte novità.
Le 4 principali novità per la telefonia con il Decreto Concorrenza che modificano la Legge 40 del 2007 (Decreto Bersani) sono:
- PIÙ CHIAREZZA SUI COSTI DI DISMISSIONE – Nella parte relativa ai costi di dismissione, all’interno del Comma 3, si aggiunge che i costi relativi al recesso o al trasferimento dell’utenza sono commisurati al valore del contratto e ai costi reali sopportati dall’azienda. E comunque rese note al consumatore in fase di pubblicizzazione dell’offerta e in fase di sottoscrizione del contratto, nonché comunicate in via generale all’Agcom esplicitando analiticamente la composizione di ogni voce e la rispettiva giustificazione economica.
- RECESSO SEMPLIFICATO E ONLINE – Il comma 3-bis prevede che le modalità di recesso e cambio gestore devono essere semplici e seguire le medesime forme utilizzate al momento dell’attivazione. Devono prevedere modalità telematiche per il recesso e il cambio gestore. Fino a questo momento la disdetta aveva validità solo se inviata per raccomandata a/r o Pec; adesso viene introdotta per legge la possibilità di utilizzare altri canali. L’importante è che la modalità telematica utilizzata permetta al consumatore di dimostrare l’invio della disdetta o della comunicazione di cambio gestore, fondamentale in caso di controversia.
- REGOLE PER LE PENALI SUI CONTRATTI – Il comma 3-ter stabilisce che per legge i contratti con operatori di telefonia e di comunicazioni elettroniche che comprendono offerte promozionali di fornitura di beni e servizi non possono avere durata superiore a 24 mesi. E nel caso di risoluzione anticipata, gli eventuali e relativi costi devono essere equi, commisurati al valore del contratto e alla durata residua della promozione offerta.
- STOP AI SERVIZI NON RICHIESTI – Il comma 3-quater dice che in caso di addebiti da parte di terzi, i gestori hanno l’obbligo di acquisire la prova del consenso espresso del cliente. È vietato prevedere la possibilità per il consumatore di ricevere servizi in abbonamento (da parte dello stesso operatore o di terzi) senza previo consenso espresso e documentato.
Ma anche questo spesso non basta.
Le compagnie telefoniche non smetteranno mai di “provarci” perché purtroppo ci sono persone che, pur di non dover passare ore al telefono e mettere in mezzo commercialisti o avvocati, pagano e arrivederci.
Vuoi riprendere anche tu il pieno controllo della tua utenza? Nelle righe seguenti ti spiego come.
Se però pensi che questo argomento non ti tocchi, se sei uno di quelli che: “Io me la vedo da solo…non ce vole mica un genio”, allora puoi anche chiudere qui.
Altrimenti ti chiedo di starmi ad ascoltare e dedicarmi adesso la tua attenzione.
LA FOLLIA DEL RINNOVO DEL VINCOLO
Alla scadenza del vincolo, il contratto non cessa, rimane in essere ma senza alcun vincolo, quindi il cliente è libero di cambiare gestore nel momento in cui troverà un’offerta più conveniente oppure potrà decidere di cessare, chiudere, quella linea.
Poi però troppo spesso succede che in assenza di vincoli sul contratto il gestore per tenere il cliente legato, possa proporre delle nuove offerte. Che se accettate vincolerebbero nuovamente il cliente. Ogni variazione e quindi, a maggior ragione, ogni nuova offerta, deve essere sottoscritta dal diretto interessato o comunque accettata tramite una registrazione vocale, nella quale viene esplicitato il nuovo vincolo.
Aprire una contestazione nella quale si disconosce tale rinnovo e farsi inviare il testo del messaggio o la lettera nella quale, come dicono, veniva rinnovato il vincolo in automatico.
Questa eventualità è gravemente lesiva della libertà di scelta del consumatore, quindi va necessariamente segnalata all’AGCOM e nel caso in cui il gestore non desse riscontri entro 40 giorni dall’invio della contestazione, proporre conciliazione davanti al CO.RE.COM., non tanto e non solo per la somma richiesta, ma proprio per le modalità con le quali vengono perpetrate queste manovre a danno dei consumatori.
QUANDO NON PAGHI LA PENALE?
Puoi ottenere il recesso telefonico per giusta causa se il tuo operatore propone modifiche unilaterali al contratto o se si verificano disservizi.
Quando si intende annullare un contratto telefonico prima della scadenza devi stare attento a penali e costi di disattivazione. Tuttavia in alcuni casi particolari è possibile recedere senza dover pagare alcuna penale: si tratta del cosiddetto recesso telefonico per giusta causa, che puoi esercitare in tre situazioni.
In questo articolo vediamo quindi quando è possibile chiedere la disdetta telefonica per giusta causa.
Come funziona?
Se è vero che annullare un contratto telefonico prima della scadenza o di un periodo minimo comporta penali, è altrettanto vero che ci sono alcuni casi in cui il consumatore può recedere senza costi, per giusta causa.
Ciò è possibile nei seguenti tre casi:
- entro 14 giorni dalla richiesta di attivazione (diritto di ripensamento);
- per mancata accettazione di modifiche unilaterali del contratto;
- in caso di disservizi telefonici o inadempienza del gestore.
RECESSO ENTRO 14 GIORNI
Esiste il diritto di ripensamento: una volta effettuata la richiesta di attivazione hai quindi tempo 14 giorni per recedere senza costi o penali, e senza specificare la motivazione della tua decisione. Per esercitare questo diritto ti basterà darne comunicazione all’operatore tramite raccomanda a/r o pec
RECESSO PER MODIFICA UNILATERALE DEL CONTRATTO
Nel momento in cui il tuo gestore telefonico decide di apportare delle modifiche unilaterali al tuo contratto, è tenuto a dartene comunicazione con almeno un mese di preavviso. In questo lasso di tempo potrai scegliere se accettare le variazioni con la regola del silenzio-assenso, oppure recedere senza costi dall’offerta.
Puoi comunicare la tua volontà di recedere al tuo operatore, tramite raccomandata, oppure puoi rivolgerti direttamente a un nuovo gestore presso il quale intendi attivare una nuova offerta che ritieni più vantaggiosa. In questo caso ricordati però di verificare che non ti vengano addebitati costi o penali di recesso dal precedente operatore.
RECESSO PER GIUSTA CAUSA SE CI SONO DISSERVIZI
L’ultimo caso in cui puoi annullare un contratto telefonico senza costi è se si verificano disservizi, ovvero se il gestore non adempie agli obblighi previsti da contratto. È questo il caso, ad esempio, di una velocità di navigazione inferiore rispetto al minimo garantito.
Prima di poter recedere, però, dovrai inoltrare un reclamo al tuo provider, allegando la prova dell’inadempienza. In caso di connessione internet troppo lenta dovrai quindi effettuare lo speed test Misura Internet dell’AGCOM, scaricando il relativo programma e lasciandolo attivo per 24 ore. Al termine di questo procedimento ti sarà rilasciato un certificato dal valore legale attestante la qualità della tua connessione.
Dall’invio del reclamo dovrai attendere 30 giorni: se entro questo lasso di tempo non riceverai alcuna risposta dall’operatore potrai procedere con il recesso per giusta causa, senza pagare penali o costi di disattivazione dell’offerta.
SOLUZIONE DA MANUALE PER IL PRESENTE E IL FUTURO

La prima cosa che devi fare è controllare tutte le voci che riguardano i costi di disattivazione presenti nella fattura che hai ricevuto.
Come vedi nell’immagine possono essere diverse, dal costo della cessazione alla compensazione degli sconti usufruiti.
Ad esempio. Se un’offerta ha un costo ufficiale di 40 euro ma un canone promozionale di 20 euro per 24 mesi per chi disdice prima di questo periodo c’è un super costo di uscita pari a tutti gli sconti goduti (20 euro per ogni mese pagato di contratto).
Dopodiché devi assolutamente controllare le clausole presenti nel contratto firmato con il venditore. La Carta dei Servizi.
La Carta dei Servizi contiene informazioni su: fatturazione, recesso o disdetta, rinnovo, assistenza, reclami, indennizzi, ecc.
Per questa ragione, deve essere resa disponibile agli utenti prima della conclusione del contratto e deve essere sempre consultabile nel corso del rapporto contrattuale.
La cosa che devi assolutamente verificare nella Carta dei Servizi è la durata del vincolo contrattuale.
Ti faccio un esempio pratico, con Vodafone risulta quasi inutile perché per ogni minimo cambiamento contrattuale la nota compagnia rinnova anche il vincolo dei 24 mesi.
Una volta verificate le condizioni contrattuali ciò che devi fare è scrivere un reclamo tramite pec o raccomandata A/R per contestare le voci illegittime presenti in fattura.
Mandato il reclamo e ricevuta una risposta dal tuo gestore, se NON hai risolto il tuo problema, non puoi fare altro che rivolgerti alle autorità competenti: Agcom, Codacons ecc…
Queste ti aiuteranno a far valere le tue ragioni. Verrà fissata un’udienza dove si incontreranno le parti.
Attenzione non ti spaventare è la cosa più semplice del mondo!
In questa situazione è evidente che il tuo venditore è l’unico in grado affiancarti durante le procedure di disdetta o di cambio operatore.
Questo è il fondamentale principale che devi acquisire se vuoi riprendere il controllo della tua utenza.
Devi capire che se c’è qualcuno in grado di darti l’aiuto necessario in caso di complicazioni con la compagnia telefonica, quello è solamente il tuo venditore.
Puoi fare da solo: chiamare il customer care credere alle loro parole—> poi scrivere da solo un reclamo e inviarlo per raccomandata—> per poi rivolgerti sempre da solo all’Agcom Codacons ecc.
Se invece non sei il figlio di Mandrake, il tuo venditore è la sola persona con le competenze e le capacità per poterti istruire e seguire nel rapporto con il tuo operatore.
Il tuo venditore è l’unico in grado di farti riprendere in mano la situazione. La tua utenza.
Adesso trovate parte delle soluzioni al problema che ti ha portato a leggere questo articolo, tra qualche riga scoprirai la soluzione definitiva che ti terrà per sempre lontano dal problema penali.
La prima cosa che il tuo venditore può fare per te è consigliarti il gestore telefonico giusto.
Se parliamo di contratti per privati oggi c’è solo un gestore che non ti pone vincoli contrattuali per esempio. Fastweb.
Quindi l’unica cosa giusta da fare per risolvere definitivamente questo problema è abbonarsi a Fastweb. Non si parla di puntii di vista, di opinioni. Questa è l’unica soluzione pratica DEFINITIVA che ti terrà per sempre lontano dal problema penale. Non ne parlerai più, non avrai più neanche il pensiero.

Ora è arrivato il momento, per te, di trarre delle conclusioni.
Di porti delle domande e darti delle risposte.
Hai un venditore che fa tutto questo per te?
Il negozio dove hai stipulato il contratto per l’utenza è a tua disposizione per aiutarti a risolvere questo problema?
Il venditore porta a porta che ti ha fatto il contratto ti sta rispondendo, ti sta aiutando a contattare il gestore per la discussione della penale? Ti sta consigliando quando e come andare all’Agcom o al Codacons?
Hai un agenzia di riferimento che ti rappresenta nel discutere con il gestore che ti ha addebitato ingiustamente la penale?
Se la risposta a queste semplici domande è NO allora devi assolutamente continuare a leggere.
Quello che voglio farti capire è che se non hai a disposizione un’agenzia con un sistema professionale non sarai mai in grado di poter affrontare quello che è il vero male della telefonia: i Venditori.
Un sistema professionale di telefonia se usato bene può cambiare radicalmente il volto della tua utenza. A patto che tu decida realmente di investire tempo, risorse e un minimo di strumenti economici per padroneggiarlo seriamente insieme a chi di dovere. Tutto il resto sono scuse e chiacchiere che stanno a zero. I risultati nel mondo reale parlano e alla fine della fiera, lo fanno sempre.
Alla prossima!
PS: Ti aspetto entro l’anno per l’agenzia di Telefonia più determinante che hai mai incontrato in vita tua. Lavoreremo al tuo fianco a tempo indeterminato per risolvere tutti i problemi che da anni affliggono le tue utenze, assicurandoti il successo mentre gli altri rimangono a lagnarsi e a leccarsi le ferite.
Ci vediamo in Telefonia Zero, il primo e unico sistema di telefonia professionale esistente in Italia.
Valerio



