Le rimodulazioni unilaterali: il paradosso del crowdfunding nel mondo della telefonia.

Negli ultimi anni i consumatori della telefonia italiana hanno dovuto fare i conti con il problema delle rimodulazioni.
Una specie di elemosina che i gestori chiedono ai propri clienti per migliorare la qualità dei servizi offerti (dalle infrastrutture ai dispositivi di connessione fino al 5G). Modifiche unilaterali del contratto da parte degli operatori che si traducono in un aumento dei costi per i clienti.
Aumenti dei costi dei servizi che seppur minimi (dai 1€ ai 10€ al mese), influiscono drasticamente sulle spese annuali degli utenti per la linea telefonica (fino a 120€ l’anno).
Le compagnie telefoniche giustificano questi rincari come contributi per migliorare le proprie tecnologie.
Un’elemosina un sistema di raccolta fondi reso lecito da normative che non difendono i consumatori.
Un vero e proprio Crowfunding ambulante adottato dai gestori telefonici.
Il Crowfunding è un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone e organizzazioni.

E non è neanche la prima occasione in cui le compagnie telefoniche decidono per i propri clienti, come ad esempio è già successo quando gli utenti si sono visti emettere la fattura ogni 28 giorni anziché a cadenza mensile.
L’articolo che stai per leggere ti permetterà di risolvere il problema delle rimodulazioni in maniera definitiva grazie ad un metodo rivoluzionario, un sistema professionale di telefonia.
Ma per prima cosa voglio spiegarti come poter affrontare e risolvere temporaneamente il problema delle rimodulazioni.
Nelle prossime righe, infatti, troverai alcune indicazioni fondamentali su come come comportarti.
Ecco cosa puoi fare per risolvere temporaneamente il problema delle rimodulazioni
La prima cosa che normalmente ti viene in mente è quella di chiederti se le compagnie telefoniche possano effettivamente applicare queste modifiche al tuo piano tariffario.
Le rimodulazioni sono legali?
Purtroppo la risposta è sì.
A patto, però, che le compagnie agiscano entro i limiti stabiliti dall’articolo 70 del Codice delle comunicazioni elettroniche e dai regolamenti dell’Agcom. Ma molto spesso non accade neanche ciò, le comunicazioni sono per la maggior parte virtuali e arrivano oltre i tempi stabiliti.
Tu utente sei la parte “debole” del rapporto con le compagnie telefoniche, che hanno il coltello dalla parte del manico.
Se vuoi usufruire di un qualsiasi servizio di telefonia devi sottoscrivere un contratto in cui accetti in blocco le condizioni stabilite dall’operatore, altrimenti non puoi aderire all’offerta.
Nonostante la presenza dell’articolo 70, non esiste ancora una normativa chiara contro le rimodulazioni, che quindi possono essere fatte ancora in modo legale. Per il momento dobbiamo accontentarci della parola delle compagnie telefoniche che si sono impegnate a non fare più offerte ingannevoli del genere. Un po’ come le promesse che si fanno ai bambini.
Ma di fatto le rimodulazioni sono ancora possibili e gli operatori telefonici le mettono in pratica lo stesso.
Hanno semplicemente distrutto il “Per sempre” delle offerte, tanto desiderato e ottenuto dopo anni dai consumatori.
Siamo quindi giunti a quelle che sono le uniche contromosse che puoi applicare nel caso in cui la tua compagnia telefonica decida che tu debba pagare di più, con lo stesso identico servizio di sempre.
Ecco le 3 uniche strade che puoi seguire per affrontare le modifiche unilaterali del tuo gestore:
1. Subire e accettare la nuova tariffa
Questa è sicuramente la via più semplice. Quella per cui non dovrai fare assolutamente nulla se non pagare come hai sempre fatto per un servizio che resterà identico a quello che già avevi. Della serie: porgi l’altra guancia…
2. Richiedere il ripristino della vecchia tariffa
Questa è la soluzione la più improbabile perché la richiesta non puoi farla da solo, semplicemente chiamando l’operatore telefonico (la risposta sarà sempre la stessa: “la tariffa non è più disponibile”). Dovrai rivolgerti ad un’associazione per i consumatori che ti affiderà ad uno dei suoi avvocati che si occupano di questo problema specifico. Dovrai poi inviare una lettera per richiedere la vecchia tariffa che avevi. Ma l’operatore potrebbe comunque rispondere che il ripristino della vecchia tariffa non è possibile. In questo caso le cose diventerebbero ancora più lunghe, perché la sentenza andrebbe impugnata e portata davanti ad un giudice che ne stabilirà la legittimità. Ma la maggior parte di voi utenti è sicuramente convinto che spendere tempo e denaro per un aumento di 2€ in fattura non vale la pena.
3. Cambio gestore o cambio contratto
Il recesso è l’opzione (o opportunità se hai un vincolo con penale) per passare ad altro operatore o cambiare contratto con quello che abbiamo attualmente, tenendo lo stesso gestore cambiando il numero del telefono (soluzione che sconsiglio sopratutto per le attività commerciali perché richiede il cambio del numero storico e dell’intestazione). E’ semplice, ma bisogna seguire scrupolosamente le istruzioni per recedere. Nella lettera o SMS che hai ricevuto, che parla delle modifiche unilaterali, è sempre scritta anche una procedura per il recesso. E’ indicato un limite massimo di giorni per recedere gratuitamente dal contratto (generalmente 30 giorni), ed una procedura da seguire. E’ essenziale fare tutto quello che c’è scritto, entro i tempi indicati, altrimenti il recesso non sarà valido e sarai costretto a pagare eventuali penali se passiamo ad un altro operatore.
La soluzione definitiva
Delle soluzioni sopracitate per far fronte alle rimodulazioni unilaterali le prime due sono fattibili, ma te le sconsiglio a priori.
La prima per il semplice motivo che non è assolutamente concepibile che tu debba pagare di più una serie di servizi che non subiscono alcuna variazione (già siamo i più cari d’Europa…).

La seconda perché richiede effettivamente da parte tua un investimento di tempo che probabilmente non hai a disposizione(vuoi perché hai un’attività commerciale o perché devi comunque la
vorare).
Quindi percorri la terza strada, ma anche qui c’è molto da dire.
Perciò devi prestarmi la tua attenzione ancora per un po’ e tra qualche riga ti spiegherò quella che è sicuramente la soluzione definitiva al problema delle rimodulazioni.
Esercitare il diritto di recesso, farlo nei tempi indicati, rifacendo un contratto ex novo anche con lo stesso gestore, ma variando l’anagrafica.
Di fronte a un aumento unilaterale è un tuo diritto. È sicuramente necessario che eserciti il diritto di ripensamento perché gli aumenti unilaterali vanno affrontati in questo modo.
La cosa più importante che va approfondita sulla soluzione che prevede il cambio di contratto, quindi il recesso, è che non devi assolutamente fare da solo.
Devi affidarti alla tua agenzia o al tuo venditore di riferimento che ti indirizzerà verso la soluzione e il gestore telefonico giusto. In modo da non ritrovarti nuovamente nella stessa situazione in futuro. Un gestore con cui pagherai i servizi da te scelti, senza costi nascosti.
Come ho già sottolineato più volte in tutti gli articoli precedenti, il tuo venditore è l’unica persona in grado di istruirti e seguirti nelle procedure necessarie durante i rapporti con i gestori della tua utenza. Procedure che richiedono tempo, conoscenze e esperienza che tu utente non hai e non devi avere.
Quindi adesso mi raccomando chiama il tuo venditore, o vai al negozio che ti ha fatto il contratto e affronta insieme a loro questa situazione.
Per questo motivo hai bisogno di una figura che abbia la giusta formazione e le competenze tecniche per restituirti il pieno controllo della tua utenza. Hai bisogno di un sistema professionale di telefonia che ti aiuti a gestire la tua utenza ed avere tu, finalmente, il coltello dalla parte del manico.
Hai chiamato il tuo venditore, ancora no? Se si ti ha risposto?
Ieri sei andato al negozio franchising Vodafone-Tim-Wind-Fastweb e il venditore non ti ha aiutato assistito come ti aveva promesso tempo fa quando ti fece il contratto?
Già il fatto che tu stia leggendo questo articolo dimostra che nel tuo caso questa figura non esiste.
Significa che il venditore, l’operatore call center o l’agenzia con cui hai stipulato il tuo attuale contratto è sparito o comunque non è disposto ad aiutarti nel risolvere i problemi che riguardano la tua linea telefonica.
Un sistema professionale di telefonia se usato bene può cambiare radicalmente il volto della tua utenza. A patto che tu decida realmente di investire tempo, risorse e un minimo di strumenti economici per padroneggiarlo seriamente insieme a chi di dovere. Tutto il resto sono scuse e chiacchiere che stanno a zero. I risultati nel mondo reale parlano e alla fine della fiera, lo fanno sempre.
Alla prossima!
PS: Ti aspetto entro l’anno per l’agenzia di Telefonia più determinante che hai mai incontrato in vita tua. Lavoreremo al tuo fianco a tempo indeterminato per risolvere tutti i problemi che da anni affliggono le tue utenze, assicurandoti il successo mentre gli altri rimangono a lagnarsi e a leccarsi le ferite.
Ci vediamo in Telefonia Zero, il primo e unico sistema di telefonia professionale esistente in Italia.



